Il significato di alcuni gesti che la tradizione associa alla celebrazione delle nozze ha origini antiche: riti e usanze tramandate di secolo in secolo, originarie di diverse epoche storiche e aree geografiche.
Ecco alcune tra le usanze più osservate del giorno del Matrimonio:
Il velo da sposa
Fu introdotto dagli antichi Romani circa venti secoli or sono: allora la sposa si copriva il capo con un velo rosso per allontanare il “malocchio” di eventuali corteggiatori delusi. Inoltre, dal momento che i Matrimoni erano spesso concordati tra famiglie per motivi politici o di interesse, senza che i due sposi si incontrassero prima del giorno delle nozze, la tradizione tramanda che la sposa si coprisse il volto fino al termine della cerimonia per evitare che lo sposo, scorgendo il suo reale aspetto, interrompesse il rito nuziale. Con l’avvento del Cristianesimo, il velo divenne simbolo della sottomissione della donna a Dio e al marito.
Le fedi
L’usanza di portare la fede all’anulare sinistro risale all’epoca degli antichi Egizi. Essi credevano di aver individuato una vena, chiamata vena amoris, che, partendo dall’anulare sinistro, arrivasse fino al cuore, portandovi i sentimenti e le emozioni. Per questo, “legare” l’anulare significava garantirsi la fedeltà eterna. I Romani ripresero questa tradizione, scambiandosi anelli di ferro e gli Ebraici attribuivano così grande importanza all’anello nuziale da ritenere sufficiente lo scambio delle fedi per rendere legale un’unione. Nel Medioevo, la fede era un oggetto prezioso e l’usanza voleva che alla sposa venissero affidati tre anelli. In alcune regioni d’Italia la fede è anche chiamata "vera", termine veneto-slavo che significa fedeltà.
Il riso
L’usanza del lancio del riso sugli sposi ha origine dalla tradizione cinese: un’antica leggenda narra che il Genio Buono, alla vista dei contadini colpiti da una grave carestia, sia stato mosso a pietà e abbia chiesto loro di irrigare i campi con l’acqua del fiume in cui egli disperse i propri denti. L’acqua trasformò i denti in semi, da cui germogliarono migliaia di piante di riso, che sfamarono l’intera popolazione. Il riso da allora divenne simbolo di abbondanza e prosperità e lanciarlo sugli sposi equivale ad augurare loro un futuro di felicità e soddisfazioni.
L’ora delle nozze
Fino all’Ottocento, gli sposi italiani non potevano scegliere l’ora in cui sposarsi: le nozze religiose si celebravano esclusivamente la sera, in casa della sposa, seguite da danze e banchetti. Più recente e di origine francese l’usanza di celebrare i matrimoni di mattina. Negli anni Venti si diffuse la tendenza a sposarsi alle due del pomeriggio. Tra le famiglie nobili, la fascia oraria preferita è quella compresa tra le undici del mattino e mezzogiorno e mezzo. Oggi non esistono vincoli particolari per decidere l’ora in cui sposarsi: alcuni matrimoni si celebrano di mattina, alle dieci e mezzo o alle undici, altri negli orari pomeridiani, tra le sedici e le diciotto.
Le damigelle d’onore
Le origini di questa usanza risalgono agli antichi Egizi: era loro costume far accompagnare la sposa da alcune ragazze vestite in abito da cerimonia, in modo che gli spiriti maligni che volessero portare malaugurio alla futura coppia non riuscissero a individuare la sposa nel coro delle ancelle. Oggi le damigelle d’onore sono spesso bambine che reggono il velo e accompagnano la sposa in chiesa, precedute da alcuni paggetti.
Tradizione anglosassone
La tradizione anglosassone vuole che la sposa porti con sé il giorno del Matrimonio:
- una cosa prestata: è un oggetto simbolico che rappresenta il legame della futura sposa con una persona cara (una sorella o la migliore amica), vicina nel momento di passaggio dal vecchio al nuovo.
- una cosa regalata: a ricordare l’affetto e la partecipazione di parenti e amici alla felicità dei futuri sposi.
- una cosa blu: anticamente il colore blu simboleggiava la purezza (con riferimento al velo della Vergine Maria) ed era il colore dell’abito della sposa.
- una cosa vecchia: ad indicare l'importanza del passato, che non deve essere dimenticato nella transizione verso la nuova vita. Di solito si fa ricorso a un gioiello di famiglia, per rappresentare il passaggio di valori da una generazione all’altra.
- una cosa nuova: a simboleggiare l’inizio di un nuovo corso e tutti i traguardi e le soddisfazioni che porterà con sé.
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